Da fare col metro che più si addice al nostro sport: quello del gol.
Cioè andando a ripercorrere questi 12 mesi alla ricerca della perla più bella, quella più cristallina, quella che ci ha trasmesso un’emozione particolare, diversa.
È sempre un esercizio difficile questo, anche perché per forza si sfora nella soggettività.
E allora abbiamo preferito non emettere una sentenza ma piuttosto proporre due prodezze diverse.
A gennaio nel derby della Mole la scena se la prende Kenan Yildiz, il talentino della Juventus.
Lo accostano spesso ad Alex Del Piero ed ogni volta che lo fanno un moto di perplessità accompagna molti degli addetti ai lavori perché si tratta di un paragone ingombrante con uno dei simboli della storia bianconera, quando il giovane turco è invece appena agli inizi della sua avventura a Torino.
Eppure in questa occasione il parallelo non sembra poi così azzardato: siamo sulla parte destra del fronte d’attacco e riceve palla dal compagno Savona.
Salta un avversario, poi un altro, accentrandosi.
A quel punto lascia partire un sinistro rasoterra sul palo del portiere granata che nulla può contro quel pallone che termina la sua corsa in fondo al sacco.
Che delizia per gli occhi, che pennellata degna di un Pinturicchio, come il pittore a cui l’Avvocato era solito accostare Del Piero.
Tanto per rimanere in tema con il cammino del campioncino che sta studiando per provare a raggiungere quello che esultava facendo la linguaccia.
Diversi mesi dopo il palcoscenico è diverso perché non c’è la cornice di un derby ma si gioca un match per la bassa classifica, di quelli dove ci sono in palio punti pesanti per la permanenza in Serie A.
Si gioca a Cagliari e i padroni di casa ospitano il Venezia.
Sulla sinistra del fronte offensivo degli isolani parte un fraseggio con tocchi di prima, impreziositi anche da un colpo di tacco.
Alla fine la sfera arriva fra i piedi di Deiola e il trentenne rossoblù col destro inventa una parabola che aggira l’incolpevole estremo difensore lagunare insaccandosi nell’angolino con una traiettoria tanto precisa e bella da immaginarla disegnata col compasso piuttosto che dal piede di un calciatore.
Dura la scelta, vero? E probabilmente voi avrete un’altra rete ancora che vi portate nel bagaglio dei ricordi del 2025.
Tenetevela stretta, perché la Bellezza non è una legge ma un moto del cuore che ciascuno può e deve esprimere secondo la propria personalità.