Titolo. Milan-Napoli: Allegri prova l'aggancio.

di LIVIO SPINOLO

In un campionato ci sono partite che sono diverse dalle altre.
Sì sempre tre punti in palio ci sono ma è diverso.
È diverso perché magari di fronte ci sono due opposte filosofie di calcio. Perché c’è un passato di sfide che hanno fatto la storia del nostro torneo. Tutto questo e molto altro è Milan-Napoli, in programma domenica 28 settembre alle 20.45 allo stadio Meazza. 

Allegri contro Conte. Il primo punta soprattutto sulla difesa ermetica, con il pragmatismo del risultato da ottenere non per forza attraverso il bel gioco. Nel quale crede molto il secondo invece, lui che l’anno scorso ha saputo dare la sua impronta portando i partenopei a vincere il tricolore dopo una cavalcata che li ha portati a sorpassare l’Inter.
Ma le etichette vanno anche interpretate, essendo spesso fuorvianti. Eh sì perché, se vai a vedere, il Milan nelle ultime due partite ha fatto 6 gol, non proprio uno score da squadra che si arrocca nella propria area per poi colpire di rimessa. 

Così come Conte nella scorsa stagione ha chiuso con la migliore difesa del torneo, quasi a ricordare che lo spettacolo va coniugato coi numeri, in primis quelli del reparto arretrato. 

Il Milan è tre punti dietro in classifica, sogna l’aggancio agli azzurri che sono a punteggio pieno. I rossoneri sono scivolati alla prima giornata in casa contro la Cremonese, ma poi sono arrivate tre vittorie consecutive. 

Il Milan potrà contare sullo splendido momento di forma di Pulisic, sulle geometrie di Modric, sulle percussioni di Estupinan, neo acquisto che finora è parso essere assolutamente azzeccato. 

Risponderà il Napoli con i suoi centrocampisti dal gol facile, McTominay e De Bruyne su tutti, ma anche con Hojlund: il danese, appena tornato in Serie A, è andato subito in gol all’esordio contro la Fiorentina. A meno che non giochi Lucca al centro dell’attacco, dopo essersi sbloccato contro il Pisa nell’ultima giornata. È un pronostico difficile, è il classico match da “tripla”. 

E la storia? Quella di cui parlavamo e che contribuisce a rendere il match con un sapore diverso? 

Ci riporta all’epoca di Gullit e Van Basten da una parte, Maradona dall’altra: era la seconda metà degli anni ’80 e le sfide traboccavano di classe e talento. Con giocatori che hanno scritto la storia del calcio, impregnandola di Bellezza. Quelle vette di spettacolarità sono probabilmente inarrivabili ma i campioni nel match che ci attende non mancano e allora che ci facciano divertire!

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