Che Italia alle Olimpiadi!

di LIVIO SPINOLO

Siamo al giro di boa …

Siamo al giro di boa delle Olimpiadi invernali di Milano e Cortina e il bottino è straordinario: 20 medaglie.

Abbiamo già eguagliato il record assoluto delle Olimpiadi sulla neve, stabilito a Lillehammer ’94.

7 sono ori.

E la copertina non può che essere per lei.

Che ha scritto una pagina memorabile per questo sport.

Lei è Federica Brignone che nello sci alpino in Super G compie il capolavoro.

Solo così si può descrivere la sua risalita dopo il brutto infortunio dell’anno scorso: torna appena prima dell’appuntamento a Cinque Cerchi, si piazza sesta in un gigante di Coppa del Mondo, è discreta  nella discesa libera olimpica e tutti erano concordi nel dire che aveva già fatto un miracolo sportivo.

Tutti tranne una. Lei, che traccia traiettorie strepitose e si mette al collo il metallo più prezioso.

Eccolo il suo capolavoro di perseveranza, tenacia, forza.

Lei che ha come soprannome quello di “Tigre” ha sbranato la pista e ha fatto suonare un inno che per noi italiani ogni volta è una carezza per l’anima.

Ma il bello è altro ancora.

Incredibile, ma è così.

Eh sì perché lei fa ancora di più.

Nello slalom gigante di oggi vince, con distacco, e si prende il secondo oro di questi Giochi.

Le mancava un trionfo olimpico nel suo palmares e lei fa addirittura doppietta.

Difficile trovare aggettivi adeguati di fronte a una storia così: scegliamo il più banale ma al tempo stesso il più vero, straordinaria.

C’è un’altra donna che fa felice l’Italia con un bis del metallo più prezioso.

Parliamo di Francesca Lollobrigida, regina del pattinaggio con due acuti, nei 3000 m e nei 5000 m.

La vedi ondeggiare sul ghiaccio mentre spinge sulle lamine e muove le braccia a disegnare il movimento di un pendolo, in un sincronismo perfetto fra tutti gli arti, che sembra quasi trasformare il morso dei pattini sul ghiaccio in una meravigliosa danza.

Ancora oro dallo slittino, sia nella versione maschile che in quella femminile, e sempre nel doppio.

Si corre sul filo dei centesimi, ogni dettaglio può essere decisivo, è una specialità che si gioca sulle sfumature.

Ogni discesa ti sembra uguale all’altra e invece no, quelle frazioni di secondo sono quelle che determinano il risultato e ti spostano dal podio a una gara anonima.

Quanto brivido c’è nello scendere lungo il tracciato a velocità elevatissime, quanto coraggio ci vuole e che simbiosi deve crearsi col tuo socio per realizzare una prestazione maiuscola!

Fra le 7 meraviglie coronate dal metallo più prezioso c’è anche lo short track con la staffetta mista che spinge l’Italia nell’Olimpo….di Olimpia: ci piace ricordare questo oro perché arriva da una sinergia fra uomo e donna, il che rappresenta sempre un bel messaggio, a livello di sport ma anche di valori in generale.

Siamo rimasti illuminati dalle 7 perle d’oro ma anche i 3 argenti e i 10 bronzi sono successi importanti, che vanno celebrati.

Ogni medaglia ha una sua storia, ogni medaglia è il coronamento di un percorso di sacrifici, di pianificazione attenta per arrivare a un grande risultato.

Grazie Azzurri per queste emozioni, ne aspettiamo altre nei prossimi giorni, siamo solo a metà dell’avventura e vorremmo divertirci ancora tanto nella seconda parte della rassegna a Cinque Cerchi.

L’augurio lo prendiamo dai nostri antenati….ad maiora!

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