Mondiale partito.
Col botto o senza? Difficile dirlo perché qualche match entusiasmante c’è stato ma anche qualche altro un po’ anonimo, in verità.
Nella partita inaugurale tutto secondo pronostico con il Messico che ha superato senza problemi un Sudafrica sin troppo arrendevole.
Ma i padroni di casa non hanno fatto una grande impressione: 2-0 rotondo sì ma per arrivare lontano nella competizione pare servire ben altro.
Diverso il discorso per gli altri Paesi ospitanti.
Il Canada affrontava la Bosnia che ci aveva mandato a casa nei playoff e non ha demeritato, se è vero che, al cospetto di una formazione sulla carta superiore, è riuscito a riacciuffare il pari, senza rubare niente peraltro.
Gli Stati Uniti invece sì che hanno incantato. Il 4-1 al Paraguay è un risultato indicativo: del valore e delle ambizioni della squadra a stelle e strisce che aveva di fronte una compagine dell’America del Sud, che, ancorché non al livello dell’Argentina, rappresentava comunque un ostacolo non esattamente morbido. Superato di slancio, con convinzione e bel gioco.
Fra le delusioni certamente c’è la Svizzera, bloccata sull’1-1 dal Qatar.
Squadra volenterosa sì ma nettamente inferiore in fatto di cifra tecnica agli elvetici.
Peggio ancora la Repubblica Ceca che ha perso contro la Corea del Sud, una habitué della rassegna iridata che ormai ha maturato esperienza e sa come giocare queste gare.
Haiti tornava al Mondiale dopo 52 anni: contro la Scozia di McTominay non ha demeritato, rimediando una sconfitta di misura per 1-0, onorevolissima se pensiamo alla differenza in termini di livello tecnico fra le due formazioni.
E gli allenatori italiani? Ancelotti con il suo Brasile non è andato oltre l’1-1 contro il Marocco, quarto nell’ultimo Mondiale e già partito col piede giusto in questo.
Delizie per gli occhi entrambe le reti, sia quella del vantaggio africano con Saibiri, sia quella del pari con un arcobaleno disegnato da Vinicius.
Non è andata bene a Montella che con la sua Turchia è caduto 2-0 contro l’Australia. Sconfitta senza appello per la squadra dell’Aeroplanino, con i Socceroos sempre in controllo del match: anche queste due marcatura meritano di essere viste e riviste.
Aspettiamo il terzo rappresentante del nostro Paese in panchina: è Cannavaro con il suo Uzbekistan, atteso dalla Colombia.
Il match pare essre proibitivo ma i pronostici sulla carta sono fatti per essere sovvertiti.
Fabio sa come si fa.
Era il 2006 e l’Italia vinceva un Mondiale dove nemmeno sarebbe dovuta esserci per via dello scandalo di Calciopoli.
Nostalgia canaglia, come cantavano una volta Al Bano e Romina Power.