Mondiali 2026, ecco le semifinali

di LIVIO SPINOLO

Tutto secondo previsioni:

Tutto secondo previsioni: questo verrebbe da commentare dopo i quarti di finale del Mondiale.

Anche perché le quattro semifinaliste sono le prime quattro anche del ranking FIFA (non era mai successo prima in un Mondiale).

C’era attesa per Francia-Marocco perché gli africani avevano destato una ottima impressione nelle uscite precedenti ma i transalpini sono sembrati troppo forti per Bono e compagni: il 2-0 è la logica conseguenza di una superiorità netta a livello di squadra e a livello di singoli con i due fuoriclasse Mbappe’ e Dembele’ a griffare la vittoria.

I Blues sulla strada verso la finale del 19 luglio troveranno la Spagna che invece ha dovuto faticare decisamente di più per ottenere il pass per le semifinali: 2-1 al Belgio con gol vittoria ancora di Merino, già decisivo contro il Portogallo negli ottavi.

Che storia quella del centrocampista offensivo dell’Arsenal: infortunatosi a gennaio, rischiava di saltare la kermesse iridata e invece firma due vittorie dal peso specifico enorme, giocando in tutto poco più di 10 minuti nelle due gare, per un rapporto fra minuti giocati e gol realizzati da Guinness.

L’altra semifinale è intrisa di storia, di pathos, di romanzo.

È Argentina-Inghilterra e subito pensi a quel 22 giugno 1986 quando all’Azteca di Città del Messico Diego Armando Maradona in una manciata di minuti firmò prima il gol di mano più famoso di sempre e poi divenne Leggenda firmando quello che per moltissimi è il gol più bello di tutti i tempi, la serpentina fra i difensori avversari iniziata nella propria metà campo e conclusa con la palla che gonfiava la rete e le corde vocali di Victor Hugo Moralez, diventato famoso proprio con il racconto in diretta del “gol del sieglo”.

Questa volta ci sarà più equilibrio, c’è da scommetterci.

Entrambe le compagini hanno giocato i supplementari.

I Leoni di Sua Maestà hanno superato la rivelazione Norvegia che pure era andata in vantaggio; poi però Bellingham riacciuffava il pari già nel primo tempo e concedeva il bis, abile nel farsi trovare pronto sotto porta nell’extra-time.

I sudamericani affrontavano la Svizzera ed erano andati in vantaggio in apertura con McAllister; venivano raggiunti da Ndoye nella ripresa ma poi nei supplementari, con la Svizzera in inferiorità numerica dalla metà del secondo tempo regolamentare, piazzavano il micidiale e decisivo uno-due che regalava all’Albiceleste l’approdo alle semifinali.

E la finale? Sarà un remake di quella di 4 anni fa con Francia e Argentina protagoniste?

A noi, tifosi neutrali, importa di più assistere a due match epici. Magari come 40 anni fa.

Beh, questa però probabilmente è utopia.

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