A metà percorso, il torneo cosa ci ha detto?
Innanzitutto che ci sono state sorprese e delusioni.
Fra chi ha stupito non possiamo non citare il Como di Fabregas, anche se gli addetti ai lavori già la scorsa estate avevano intuito che i lariani avrebbero banchettato al tavolo con le grandi.
E in effetti sono in zona Europa: con il sesto posto attuale i lombardi approderebbero in Conference League e per loro sarebbe storia perché mai in passato avevano partecipato a un torneo continentale.
Anche l’Udinese ha fatto di più rispetto alle attese, collocandosi nella parte sinistra della graduatoria: Zaniolo ha trovato la piazza giusta per esprimere il suo talento che sta portando, per ora, a un sereno campionato di metà classifica, poi si vedrà, per capire se ci possa essere spazio per i sogni.
La Cremonese è a più 11 sulla zona salvezza: se lo avessero detto ai tifosi grigiorossi prima dell’inizio del torneo avrebbero firmato tutti immediatamente. Vardy è il nome di punta della squadra di Nicola ma anche Bonazzoli, con la proiezione di un bottino di gol a fine campionato in doppia cifra, è stato un fattore importante.
L’altra faccia della medaglia è di chi invece finora non ha rispettato le aspettative. Non si può non partire dalla Fiorentina, triste nei bassifondi della graduatoria ma con un po’ di speranza in più dopo le due vittorie nelle due più recenti esibizioni di fronte al proprio pubblico.
La squadra ha un tasso di qualità notevole e appare inspiegabile il percorso fatto finora dai Viola, che non paiono destinati alla serie cadetta, a patto che l’inversione di tendenza appena messa in atto non sia un episodio.
La Lazio di Sarri oggi è a metà classifica e in pochi probabilmente lo avevano pronosticato: soprattutto spicca la penuria di gol realizzati, una anomalia se pensiamo al credo dell’allenatore biancoceleste.
Non ci si aspettava lo scudetto dalla Juventus ma qualche punto in più certamente sì.
La squadra paga la prima parte del torneo, quando Tudor non ha saputo dare la giusta impronta ai suoi.
Spalletti sta facendo bene ma, se i bianconeri non vogliono rischiare di restare fuori dalle prime quattro posizioni che valgono l’accesso in Champions League, devono acquistare in questo mercato invernale un attaccante col fiuto del gol: Vlahovic è ancora ai box, Openda non ha convinto, David si è recentemente sbloccato ma il suo rendimento resta finora deludente.
Ma c’è ancora un bel pezzo di strada da fare di qui all’epilogo di maggio e allora i top e i flop potranno essere altri, questo non è infatti il tempo dei verdetti definitivi.
Per chi è in difficoltà c’è la ciambella di salvataggio del calciomercato in corso: da non sciupare.