Era il 2006 quando si accendevano i riflettori su Torino per le Olimpiadi invernali e adesso, a distanza di 20 anni, siamo di nuovo pronti a vivere le emozioni delle Olimpiadi sulla neve, questa volta a Milano e Cortina.
È inutile negarlo, quando c’è di mezzo l’evento olimpico quello che si prova è qualcosa di diverso rispetto ad un evento sportivo classico.
Perché rappresentano lo sport per antonomasia, con la loro storia che affonda le radici nell’Antica Grecia dove si disputarono i primi Giochi nel 776 a.C. e dove sono partiti anche i primi dell’era moderna nel 1896, quasi a disegnare un ponte nella storia fra passato e presente, ad unire l’umanità in unico grande abbraccio fra generazioni, nel segno dei valori cardine di questa manifestazione: la lealtà, la pace e la fratellanza fra i popoli.
L’Italia intera è pronta a tifare per i propri beniamini, sperando di poter sentire diverse volte risuonare l’inno di Mameli, a celebrare ogni trionfo dei nostri colori.
E le possibilità ci sono, perché abbiamo diverse frecce al nostro arco.
Partendo dallo sci alpino, prima disciplina a cui si pensa quando si parla di Olimpiadi invernali, ecco i nomi di Brignone e Goggia in campo femminile.
La prima è reduce da un recupero prodigioso dopo l’infortunio dell’anno scorso e ci sarà.
Con qualche ambizione anche, visto che al rientro ha piazzato un sesto posto in gigante che conforta in vista della rassegna a Cinque Cerchi.
Per quanto riguarda la Goggia, è stata seconda nel SuperG disputato ieri ed è ovvio che, con queste premesse, i sogni sono autorizzati, anzi, legittimi.
In campo maschile abbiamo da giocare le carte di Dominik Paris, che rincorre ancora la sua prima medaglia a cinque cerchi, e di Giovanni Franzoni, reduce dalla prestigiosa vittoria sulla iconica pista Streif di Kitzbuhel.
Ma le Olimpiadi sulla neve non sono solo sci alpino.
Ecco il biathlon (che abbina sci di fondo e tiro a segno con la carabina), dove Dorotea Wierer proverà a mettersi al collo un’altra medaglia, dopo le tre di bronzo conquistate in altrettante edizioni.
C’è poi lo snowboard con Michela Moioli, oro nella kermesse del 2018, argento quattro anni dopo.
Nel freestyle abbiamo i fratelli Tabanelli, Flora e Miro, che vogliono recitare un ruolo da protagonisti in quella che forse è la specialità più spettacolare da guardare, con tutte le acrobazie che la contraddistinguono.
Se volete vedere una gara che preveda sia il salto con gli sci che lo sci di fondo allora ecco la combinata nordica, dove il nostro Pittin promette benissimo.
Vi farà invece un po’ impressione probabilmente l’atleta che, con lo slittino, scende lungo la pista ma….con la faccia verso il basso.
E ci sarà da tifare forte perché i nostri Amedeo Bagnis e Mattia Gaspari possono regalarci grandi soddisfazioni.
Col bob invece si scende un po’ più protetti e, soprattutto, a piedi in giù: segnate sul taccuino il nome di Baumgartner perché ha chances di salire sul podio.
Chiudiamo la rassegna delle discipline che possono farci sorridere con lo sci di fondo dove un veterano come Federico Pellegrino, già a medaglia nelle ultime due edizioni dei Giochi, proverà a ripetersi anche in questa. È tutto pronto, segnatevi questa data: 6 febbraio 2026.
Si terrà la Cerimonia inaugurale che aprirà le danze di un evento che ci terrà compagnia fino al 22 febbraio.
E non sarà finita lì, perché il 6 marzo partono le paralimpiadi, che ci coinvolgeranno fino al 15 marzo. Insomma è in arrivo un pieno di sport, un pieno di emozioni.
Tinte di azzurro, si spera.