Prima Tonali, poi Kean: l’Italia va contro l’Irlanda del Nord e approda alla finale playoff contro la Bosnia martedì prossimo a Zenica.
Non sarà una passeggiata, diciamolo subito.
Perché la formazione allenata da Barbarez vanta fra le sue file giocatori di talento come il gioiellino Alajbegovic, 18 anni, capace di andare in gol 7 volte nel campionato austriaco e di essere decisivo nella partita dell’altra sera contro il Galles, quando il suo assist per Dzeko ha fruttato il gol del pareggio e la possibilità di portare avanti il match fino ai rigori, dove la Bosnia si è imposta guadagnando il pass per giocarsi l’accesso al Mondiale contro gli Azzurri.
Già, Dzeko. Vecchia conoscenza del calcio italiano, da noi ha militato nella Roma, nell’Inter e nella Fiorentina.
Conosce benissimo la nostra realtà e, anche se ha 40 anni, ha dimostrato di non aver perso il fiuto del gol, come si è visto nella sua ultima partita appunto.
Ai rigori è meglio non arrivare: Vasilj li sa parare e lo ha dimostrato risultando decisivo contro il Galles, intercettando uno dei tiri dagli undici metri della sequenza finale.
Servirà la partita perfetta da parte dei giocatori di Gattuso.
Una gara fatta di concentrazione, grinta e tutto l’attaccamento possibile alla casacca azzurra.
Proprio il CT dovrà essere capace di trasmettere la carica giusta, di gestire quella paura figlia di un’astinenza da Mondiale che la nostra Nazionale non gioca dal 2014, avendo mancato l’accesso agli ultimi due proprio per altrettanti playoff persi, il primo contro la Svezia, l’altro contro la Macedonia del Nord.
Non si può immaginare un’altra rassegna iridata orfana dei nostri colori.
Donnarumma è il nostro fiore all’occhiello ma servirà una prestazione top anche degli altri. In attacco, per esempio, dove Kean ha dimostrato di avere il piede caldo e dove ci aspettiamo qualcosa anche da Retegui e Pio Esposito.
Forza ragazzi, c’è una nazione intera che vi spinge.
Direzione Messico-Canada-USA.
La Coppa del Mondo non è la stessa senza di voi.