Ci sono partite che sono diverse dalle altre.
Vuoi per la rivalità fra le squadre. Vuoi per la storia.
Vuoi perché, quando la si sente nominare, si prova un brivido diverso.
Roma-Juventus è uno di questi match. 4 punti separano le due squadre oggi in classifica, 4 punti che sancirebbero la qualificazione in Champions della Roma che occupa l’ultima posizione utile per accedere alla competizione europea più prestigiosa.
Con una vittoria però i bianconeri, reduci dalla prestazione bella ma non fortunata contro il Galatasaray, sarebbero lì a una sola lunghezza dai giallorossi e si rilancerebbero nella lotta, dalla quale viceversa di fatto uscirebbero quasi definitivamente in caso di sconfitta.
Questo è il presente. Ma poi c’è il passato. Anzi, la storia.
Per la quale non si può che partire dagli anni ’80, quando la sfida profumava di scudetto.
Il 16 marzo 1986 la Lupa davanti al proprio pubblico rifilò tre reti alla Vecchia Signora con Graziani, Pruzzo e Cerezo.
I torinesi erano in calo e la Roma era pronta ad approfittarne ma il calcio sa inventarsi narrazioni romanzesche e così i capitolini, in casa contro un Lecce già retrocesso, pronti a salutare una vittoria che sapeva di tricolore, cadevano invece incredibilmente, perdendo per 3-2.
Venendo a tempi un po’ più recenti, non si può che partire dall’8 febbraio 2004, dal gesto delle 4 dita sventolate da Totti sotto gli occhi di Tudor per indicare, in modo ironico, la via per andare…. a casa, dopo il pesante 4-0. Era la partita della “povera” bandierina presa a calci da Cassano dopo aver segnato.
Roma-Juventus è questa, un racconto fatto di personaggi, di episodi, di polemiche ma anche di classe, tanta classe.
Come quella, abbondante e cristallina, di Zlatan Ibrahimovic che il 19 novembre 2005 si inventò un colpo di tacco con cui superare un difensore a centrocampo, involarsi verso la porta avversaria e gonfiare la rete.
Fini’ 4-1 per la Juventus che, in qualche modo, volle rifarsi della quaterna subìta l’anno prima.
E stasera? Che partita sarà?
Parafrasando uno dei più famosi tifosi giallorossi, Antonello Venditti, ci piacerebbe fosse… indimenticabile.